True Spirit 140 Direct, da Thermalright un dissipatore compatto che sorprende

Introduzione True Spirit 140 Direct

Quest’oggi vi presentiamo TRUE Spirit 140 Direct un dissipatore compatto, ma prima di addentrarci delle specifiche del prodotto vediamo chi è Thermalright.

È un’azienda fondata nel 2001 a Taipei, Taiwan nata per la fabbricazione di radiatori e da allora ha sempre cercato di realizzare le migliori soluzioni di raffreddamento disponibili sul mercato computer.

Parte della progettazione principale e della fabbricazione avviene a Taiwan, mentre negli Stati Uniti  in California TR-USA, Thermalright si occupa di gestire quel che riguarda il settore delle vendite.

Anche nel mercato del gaming ha una certa influenza, i prodotti principali forniscono supporto agli overclockers, per mettere nelle condizioni di aumentare le prestazioni della CPU.

L’azienda negli anni ha implementato molti cambiamenti nel modo di realizzare i propri prodotti, come la base di raffreddamento convessa, che oggi è ampiamente utilizzata nella realizzazione di questi ultimi. Vengono utilizzati i migliori materiali sul mercato per realizzare prodotti con un’elevata conducibilità termica, i tubi di calore (heat pipes), piastra di base e materiale dissipante. I materiali di alta qualità hanno fatto di Thermalright negli anni un produttore di riferimento nell’ambito PC, che grazie alle proprie soluzioni di raffreddamento ha trovato in esso un gran numero di appassionati di overclock e non rivolgersi ai propri prodotti, gradimento dettato dalla qualità premium dei materiali e delle prestazioni sempre al Top.

A partire dal 2002, data del primo prodotto destinato a CPU AMD, Thermalright è in grado di produrre dissipatori di calore ad alte prestazioni, non solo per i processori AMD, ma anche per Intel. La loro linea di prodotti attuale comprende i dissipatori di calore per CPU, GPU, RAM e componenti della scheda madre. L’attenzione primaria di Thermalright sono i dissipatori senza ventola che possono essere utilizzati in modo passivo, rendendo silenzioso il computer. Tuttavia molti appassionati scelgono di utilizzare i dissipatori di calore affiancati da una o più ventole per una migliore dissipazione del calore.

Nell’anno del 2012, Thermalright ha istituito il marchio Leetgion, iniziando ad estendere la sua attività ai prodotti periferici e relativi a giochi. Allo stesso tempo, Thermalright ha impostato il suo ramo d’oltremare, a Shanghai, in Cina.

Senza dilungarci oltre vediamo cosa ha da offrici il Thermalright TRUE Spirit 140 Direct.

3/4 True Spirit 140 Direct

Da Thermalright ecco il TRUE Spirit 140 Direct

 

Indice

Pagina 1 – Introduzione 
Pagina 2 – Specifiche
Pagina 3 – Unboxing
Pagina 4 – Configurazione di prova
Pagina 5 – Test sintetici e rumorosità ventola
Pagina 6 – Conclusioni

Raijintek Styx: il vaso di Pandora dei case

Raijitek è una giovane azienda tedesca fondata nel 2013, che produce case e soluzioni di raffreddamento per processori e schede video. Nella recensione odierna ci occuperemo del case microATX Styx .

Styx – Overview

Il Raijintek Styx come già detto è un case di tipo microATX che si presenta con un design elegante ma allo stesso tempo molto semplice. La scelta di Raijintek tuttavia non ha voluto privare il case dalla possibilità di montare dissipatori e VGA dalle dimensioni generose. Inoltre il Raijitek Styx offre la possibilità di installare un radiatore da 240mm nella parte superiore.

Caratteristiche tecniche

Passando alle caratteristiche tecniche, il Raijintek Styx misura 210x360x335 mm per un peso complessivo di 3,8 Kg. Il case è costruito interamente in alluminio (1,5 mm di spessore).

All’interno dello Styx è possibile installare schede video di lunghezza massima 280 mm e dissipatori CPU con altezza massima pari a 180 mm. È possibile installare fino a 4 ventole da 120mm, due nella parte alta del case, una nella parte frontale ed un’altra nella parte posteriore (preinstallata).

Il layout di questo case non è convenzionale all’ATX classico, è un reversed ATX, ovvero non abbiamo la finestra sulla sinistra, ma sulla destra. In pratica i componenti interni sono stati girati di 180 gradi.

Per quanto riguarda i bay interni, Raijintek ha scelto di offrire ai propri clienti il massimo della personalizzazione, infatti è possibile installare tre hard disk da 3,5” e due hard disk da 2,5” oppure un solo hard disk da 3,5” e 4 hard disk da 2,5” insieme ad un lettore DVD slim nella parte frontale del case.

Sul pannello I/O frontale ritroviamo due porte USB 3.0 ed i due jack da 3.5mm per l’HD Audio.

La paratia laterale può essere finestrata oppure no, a seconda che si scelga la versione liscia o Classic.

Asus GTX 1060 Strix 6G, la piccola che tira fuori gli artigli

Nvidia Pascal e Asus GTX 1060 Strix

Arrivata in redazione la GTX 1060 Strix, versione customizata da Asus per la fascia media, ma prima di addentrarci nei particolari di questa nuova scheda vediamo prima cosa ha da offrirci la nuova tecnologia di Nvidia.

A poche settimane dal lancio da parte di AMD delle schede grafiche con tecnologia Polaris, Nvidia risponde con la sua nuova generazione di gpu, nome in codice Pascal, è questo il nuovo cuore delle Geforce GTX serie 10, nate per supportare nativamente le DirectX 12, la virtual reality e configurazioni multi monitor di ultima generazione.

Rispetto alla precedente generazione Maxwell si ha un incremento generale in tutti gli aspetti della gpu in parte derivati dal passaggio del processo produttivo a 28nm a quello a FinFet+ 16nm con conseguente aumento degli stream processor e il restante alle ottimizzazioni introdotte da Nvidia, come il supporto a Vulkan Api, OpenGL 4.5, G-Sync, mantenendo comunque il tdp al di sotto o comunque allo stesso livello di quanto visto su Maxwell.

Per la fascia entry level Nvidia ha presentato di recente la Gtx 1030 Gp-108 che garantisce le prestazioni richieste per un uso internet/office senza rinunce, probabilmente non adatta ad un uso gaming pesante, un gradino sopra troviamo Gtx 1050 e Gtx 1050 ti schede che garantiscono prestazioni buone in game FullHD.

Fascia entry

Specifiche Nvidia Pascal fascia entry, in essa troviamo la piccola Gtx 1030, la Gtx 1050 e la versione potenziata di quest’ultima ovvero la 1050 ti.

Per la fascia media abbiamo la serie Gtx 1060, alla quale appartiene anche la GTX 1060 Strix di Asus, che non disdegna risoluzioni in game più alte rispetto alle precedenti ed anche di quest’ultima esistono due revisioni, una con 3GB di ram e un’altra con più cuda core sbloccati e 6GB. Conclude la fascia media la Gtx 1070, scheda molto performante che strizza l’occhio al 4k con qualche compromesso.

fascia media

Specifiche Nvidia Pascal fascia media, in essa troviamo le versioni da 3GB e 6GB della Gtx 1060 e la Gtx 1070 da 8GB

Per la fascia alta abbiamo l’imbarazzo della scelta, si parte dalla Gtx 1080 e Titan X Pascal per arrivare al top, per quanto riguarda il gaming nel momento in cui scriviamo, con la Gtx 1080 ti e la Titan XP Pascal.

Fascia alta

Specifiche Nvidia Pascal fascia alta, in essa troviamo le Gtx 1080 e 1080 ti e le due proposte Titan X e Titan XP

Oggi vi presentiamo la Nvidia Gtx 1060 in versione da 6GB, come possiamo notare dai grafici il Boost clock gpu della Gtx 1060 indicate da Nvidia sono molto simili alle sorelle maggiori 1070 e 1080 che però non condividono lo stesso bus di sistema a 192-bit ed il quantitativo di ram di 6GB Gddr5 a 8GHz. Infatti queste ultime possono beneficiare di un bus a 256-bit affiancati da 8GB di ram Gddr5 a 8GHz per la prima e ben 11GB Gddr5X a 10GHz la seconda.

Vediamo nel dettaglio la ROG STRIX-GTX1060-O6G-GAMING ovvero la versione customizzata più spinta della Gtx 1060 6G realizzata da ASUSTeK Computer Inc.

 

Indice

Pagina 1: Introduzione
Pagina 2: Unboxing
Pagina 3: Caratteristiche tecniche
Pagina 4: Configurazione di prova
Pagina 5: Benchmark
Pagina 6: Temperature, rumorosità e consumi
Pagina 7: Conclusioni 

Zenfone 3 Max, mai più con la batteria a terra grazie ad Asus

ASUSTeK Computer Inc. è un’azienda con sede a Taipei, Taiwan, che produce schede madri, schede video, tablet, notebook, smartphone, computer, accessori per il networking come modem/router e accessori per computer. Nella recensione odierna ci occuperemo dello Zenfone 3 Max, il successore dello Zenfone Max.

Lo Zenfone Max

Dopo il debutto dello Zenfone 2 ZE551ML e delle sue varianti minori, ASUS ha pensato di ampliare la propria offerta lanciando sul mercato lo Zenfone Max. Lo smartphone aveva delle dimensioni tutt’altro che trascurabili, con un display da 5.5”, misure pari a 156 x 77,5 x 10,5 mm ed un peso di 202 g. Le dimensioni importanti del dispositivo servivano ad ospitare una gigantesca batteria da 5000 mAh, che in abbinamento ad hardware di fascia bassa offriva un’autonomia superiore ai due giorni.
Con lo Zenfone 3 Max Asus ha cercato di offrire uno smartphone dalle dimensioni più compatte e dal design più accattivante senza però sacrificare l’autonomia.

Zenfone 3 Max – Overview

Rispetto al suo predecessore, lo Zenfone 3 Max assume dimensioni più compatte, utilizzando un display da 5,2” con dimensioni pari a 149,5 x 73,7 x 8,5 mm per un peso complessivo pari a 160 g.
Cambiano anche i materiali utilizzati, passando da una semplice cover rimovibile in plastica ad un design unibody in alluminio. Per via delle dimensioni più contenute la batteria si riduce a “soli” 4130 mAh. Per mantenere le dimensioni ancora più contenute Asus ha scelto di integrare i tasti home e indietro all’interno del display, cosa abbastanza controcorrente per il suo stile.

Inoltre per quanto riguarda il design, Asus ha cambiato approccio, dotando lo Zenfone 3 Max di bordi ricurvi ed un lato posteriore piatto. I bordi ricurvi favoriscono ulteriormente l’impugnatura, anche per chi ha mani piccole.
Lo Zenfone 3 Max utilizza ancora una volta un SoC di fascia bassa, per garantire un’alta autonomia, ma può contare su uno spazio di archiviazione ed un quantitativo di RAM maggiore. L’unica pecca del nuovo modello di casa Asus è data dall’assenza dell’autofocus laser, presente invece sul modello precedente.

Caratteristiche tecniche

A bordo del dispositivo troviamo un SoC MediaTek MT6737M, dotato di 4 core Cortex-A53 ad una frequenza di 1,3 GHz, mentre la GPU è una ARM Mali-T720, il tutto contornato da 3 GB di RAM. Lo spazio di archiviazione è pari a 32 GB e può essere espanso tramite microSD di altri 32 GB.
Il display, come anticipato, è da 5,2” con un pannello IPS LCD per una risoluzione pari a 720×1280 pixel. Sul fronte della connettività lo Zenfone 3 Max supporta due schede SIM o una SIM ed una scheda di espansione, tuttavia in entrambi i casi è presente il supporto alla rete 4G. Il Wi-Fi offre invece supporto solo a reti 2,4 GHz con protocolli 802.11 b/g/n.

Passando al comparto fotografico, sul posteriore è presente un sensore capace di catturare immagini fino a 13 megapixel con un’apertura f2.2, corredato da un flash LED single tone.
La fotocamera frontale è invece basata su un sensore da 5 megapixel.
Completano la dotazione tecnica del dispositivo un altoparlante mono posto sul retro, una porta microUSB ed un jack da 3,5mm per le cuffie.

Bundle

In bundle con il dispositivo Asus offre un caricatore DC 5V 2A, un cavo microUSB, un paio di auricolari in-ear con gommini di ricambio, manuali ed un cavo USB OTG, che permette di utilizzare lo Zenfone 3 Max come un powerbank.

Interfaccia

A bordo del dispositivo troviamo la ben rodata ZenUI 3.0, basata su Android 6.0.

Come per lo Zenfone 3 ZE552KL ritroviamo diverse app preinstallate, tutte facilmente removibili. Manca stavolta l’applicazione Splendid, anche se permane il filtro luce blu, ma è presente l’applicazione PowerMaster, per la gestione della batteria.
Presente infatti la la funzione reverse charge, per usare lo Zenfone 3 Max come un powerbank. Sono inoltre presenti tutte le funzioni che permettono di analizzare l’utilizzo della batteria, come il battery usage, e di estenderne la durata come la pulizia del memoria RAM (boost) e l’Auto Start Manager.

 

 

Indice

Pagina 1 – Introduzione
Pagina 2 – Unboxing
Pagina 3 – Benchmark sintetici
Pagina 4 – Impressioni d’uso
Pagina 5 – Conclusioni

PLW1000, la soluzione di Netgear ai fili volanti

Negli scorsi articoli abbiamo analizzato le prestazioni dei modem router Netgear Nighthawk X4S e D6220. Nella recensione odierna andiamo ad analizzare le prestazioni del powerline PLW1000.

 

Overview

Il Powerline PLW1000 è un prodotto di fascia alta, che si compone di due dispositivi, l’adattatore (PL1000v2) con la porta Ethernet Gigabit, e l’access point (PLW1000v2) dotato sia di porta Ethernet Gigabit che di WiFi dual band. Inoltre sono presenti i pulsanti push-and-secure, per attivare istantaneamente la protezione della rete. Il kit offre supporto al protocollo WPS e, quando l’adattatore rimane inutilizzato perché l’access point viene spento, anch’esso entra in modalità risparmio energetico.

Secondo Netgear, il powerline PLW1000 è in grado di offrire buone prestazioni in tutti gli ambiti, dal multimedia al gaming.
Recensione del powerline Netgear PLW1000Caratteristiche tecniche

Come abbiamo anticipato il PLW1000 si compone di due dispositivi, il PL1000v2 ed il PLW1000v2.

Il PL1000v2 che funge da adattatore è dotato solamente di una porta Gigabit Ethernet, di un pulsante per crittografare la rete e tre LED di stato che indicano rispettivamente: lo stato del dispositvo, se il dispositivo è connesso all’access point e se il dispositivo è connesso tramite la porta Gigabit.

Passando invece al PLW1000v2, l’access point, questo è dotato di due antenne regolabili, per migliorare la trasmissione del segnale Wi-Fi. L’access point è dotato di porta Gigabit Ethernet 10/100/1000, dei pulsanti per crittografare la rete, di un pulsante di accensione del chip Wi-Fi integrato dual band, che supporta i protocolli b/g/n/ac e velocità combinata fino a 1000 mbps. Anche in questo caso sono presenti dei LED di stato che indicano: lo stato del dispositivo, la qualità della connessione con l’adattatore, e se sono presenti connessioni con Wi-Fi e/o tramite cavo.

Caratteristiche fisiche

L’adattatore del Powerline misura 100x59x35,9 mm per un peso complessivo di 126g, mentre l’access point misura 121x87x38 mm per un peso complessivo di 266g.

Entrambi i dispositivi hanno un design molto semplice, a forma di parallelepipedo, con angoli smussati. Lungo le altezze dell’access point sono inoltre disegnati dei triangoli, che hanno una funzione estetica, ma anche di facilitare la dissipazione del calore.

 

Indice
Pagina 1 – Introduzione
Pagina 2 – Fotogallery
Pagina 3 – Impressioni d’uso e test
Pagina 4 – Conclusioni

Parrot Mambo e Swing: i minidroni per imparare l’arte del volare

Parrot SA è un’azienda nata a Parigi nel 1994, ha cominciato realizzando dispositivi vivavoce Bluetooth per la casa e l’automobile. Nella recensione di oggi andiamo ad analizzare la gamma di minidroni di Parrot, che comprende i droni Mambo e Swing.

Overview Parrot Mambo

Il minidrone Parrot Mambo incarna tutte le peculiarità dell’aggettivo “mini” incluso nel nome della gamma; con le sue dimensioni veramente ridotte e il suo peso di soli 63g, è leggero e trasportabile dappertutto. Vi è la possibilità di aggiungerne funzionalità, attraverso le connessioni poste superiormente possiamo collegare un mini cannone che spara pallini da 6mm oppure un grabber, ovvero un accessorio che consente di afferrare oggetti pesanti al massimo 4g.

Overview Parrot Mambo

Overview Parrot Mambo

Overview Parrot Swing

La differenza principale con il fratello Mambo sono le modalità di utilizzo. Se il primo è un drone a tutti gli effetti, lo Swing si comporta come un drone solo nella fase di decollo; successivamente si comporta come un aereo in miniatura, volando orizzontalmente. Presente anche il pilota automatico, per evitare di perdere il controllo e disintegrare le leggere ali, realizzate in materiale plastico EPO, ovvero polipropilene rinforzato con aste in carbonio.

Overview Parrot Swing

Overview Parrot Swing

Insieme al drone Swing viene fornito il controller Flypad, per facilitare le operazioni di pilotaggio, grazie a due levette analogiche che permettono un’alta precisione negli spostamenti.

Overview Parrot Flypad

Overview Parrot Flypad

 

Caratteristiche Tecniche

Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche, entrambi i droni condividono lo stesso sistema: la stabilizzazione avviene con un accelerometro ed un giroscopio entrambi a 3 assi; la stabilizzazione verticale avviene tramite una combinazione di sensore ad ultrasuoni e sensore di pressione; ultimo ma non meno importante, la stabilizzazione orizzontale avviene attraverso una fotocamera con sensore da 0,3MP, che consente la possibilità di scattare foto, che andremo a vedere successivamente.

Nella confezione è presente una batteria agli ioni di litio con capacità di 550mAh, che permette un autonomia di 9 minuti, che diventano 8 minuti se colleghiamo accessori, per quanto riguarda il Mambo, mentre permette un autonomia di 8 minuti in modalità aereo, che diventano 7 minuti in modalità quadricottero, per lo Swing.
Parrot dichiara un tempo di ricarica pari a 30 minuti se forniamo una corrente di 2,1A tramite la porta microUSB.

Per quanto riguarda la distanza massima di trasmissione, per entrambi è pari a 20m se utilizziamo il nostro smartphone tramite applicazione dedicata, che diventano 60m se utilizziamo l’apposito controller Flypad.

Il Flypad prevede una batteria interna non removibile da 200mAh che concede 6 ore di autonomia. Per la ricarica sono necessarie 2 ore sempre fornendo una corrente da 2.5A tramite la porta microUSB.

Indice
Pagina 1: Introduzione
Pagina 2: Fotogallery
Pagina 3: Impressioni d’uso
Pagina 4: Conclusioni

D6220, modem router AC1200 per la fascia medio alta da Netgear

Netgear è una multinazionale statunitense che si occupa di soluzioni di networking per l’utente finale. Nella recensione odierna andremo ad analizzare le prestazioni del modem router D6220 AC1200 presentato recentemente.

Overview

Il D6220 è un modem router di tipo AC1200, che punta ad insidiarsi nella fascia medio-alta del mercato, puntando appunto sulla doppia banda di trasmissione e sulla tecnologia Beamforming+ oltre che su una buona copertura per abitazioni di grandi dimensioni e buone prestazioni in ambito multimediale.

Recensione Netgear D6220.

Per quanto riguarda le caratteristiche, il D6220 è dotato di cinque porte Gigabit Ethernet 10/100/1000, di cui 4 LAN ed una WAN per abilitare la sola funzione router. Sono inoltre presenti una porta RJ-45 ed una porta USB 2.0. Come detto sopra, il modem è dotato della tecnologia Beamforming+ che consente di migliorare la qualità del segnale, specialmente sulle lunghe distanze.

Essendo il un router AC1200, il D6220 supporta velocità di trasferimento fino a 300 Mbps sulla banda a 2.4 GHz e fino a 900 Mbps sulla banda a 5 GHz. Il chip che gestisce le bande di trasmissione è in configurazione MIMO 2×2:2, vale a dire che sono presenti due antenne trasmittenti e due antenne riceventi per ciascuna banda.

Per quanto riguarda la sicurezza della rete, questa è affidata al protocollo WPA/WPA2-PSK, è presente una doppia protezione firewall con NAT e SPI. A questi protocolli si aggiunge la prevenzione degli attacchi DoS.

Design

Dando uno sguardo alle caratteristiche fisiche, il modem misura 240x182x41 mm per un peso complessivo di 341 g. Il modem, costruito in plastica nera ruvida sulla superficie e liscia lungo i bordi, si presenta sottile nella parte anteriore e più largo nella parte posteriore, sia in altezza che in altezza. Lungo il contorno ritroviamo diverse fessure che garantiscono un migliore scambio termico con l’ambiente esterno. Sul retro sono presenti due antenne che massimizzano la diffusione del segnale.

 

Indice
Pagina 1: Introduzione
Pagina 2: Fotogallery
Pagina 3: Impressioni d’uso e test
Pagina 4: Conclusioni

Nighthawk X4S R7800 modem router ad alte prestazioni da Netgear

Netgear è un’azienda multinazionale statunitense specializzata in soluzioni di networking per l’utente finale. Nella recensione odierna andremo ad analizzare le prestazioni del modem router Nighthawk X4S AC2600.

Overview

Il Nighthawk X4S è un modem AC2600 che punta ad essere il top di gamma nel suo genere, offrendo buone prestazioni in gaming grazie sia alla tecnologia MU-MIMO che alla tecnologia Quad-Stream, ed ovviamente al QoS dinamico. Il R7800 (altra denominazione del Nighthawk X4S AC2600) punta inoltre ad offrire un’ottima copertura WiFi per abitazioni di grandi dimensioni in abbinamento a buone prestazioni in streaming, consentendo infatti di usufruire senza intoppi di video 4K o più video FullHD riprodotti in contemporanea.

Recensione Netgear Nighthawk X4S R7800.

Caratteristiche tecniche

Per quanto riguarda le specifiche, il Nighthawk X4S è dotato di cinque porte ethernet 10/100/1000, una WAN e le altre quattro LAN, consentendo di utilizzare anche la sola funzionalità router, mentre passando alla trasmissione wireless, il modem supporta il protocollo 802.11 b/g/n per la frequenza 2,4 GHz con una velocità massima teorica pari a 800 Mbps e 802.11 a/n/ac per la frequenza a 5 GHz con una velocità massima teorica di 1733 Mbps.

Sono presenti ben due porte USB di tipo 3.0 ed una porta eSATA. La sicurezza della rete wireless è affidata alle chiavi di tipo WPA e WPA2-PSK, inoltre è presente una doppia protezione firewall (SPI e NAT) e la prevenzioni per attacchi di tipo DoS.
La trasmissione del segnale è affidata a quattro antenne esterne, mentre sia la rete 2,4 GHz che la rete a 5 GHz sono in configurazione MIMO 4×4.
Passando alle dimensioni, il Nighthawk X4S misura 285 x 185 x 50 mm per un peso complessivo di 840 grammi.

 

 

 

Indice
Pagina 1: Introduzione
Pagina 2: Fotogallery
Pagina 3: Impressioni d’uso e test
Pagina 4: Conclusioni

Zenfone 3 ZE552KL, prestazioni ed eleganza da Asus

ASUSTeK Computer Inc. è un’azienda con sede a Taipei, Taiwan, che produce schede madri, schede video, palmari, portatili, telefonini, computer, accessori per il networking come modem/router e accessori per computer. Nella recensione odierna ci occuperemo dello Zenfone 3 ZE552KL.

La gamma Zenfone

Nel gennaio 2015 Asus ha presentato lo Zenfone 2 ZE551ML, il primo smartphone in assoluto ad essere equipaggiato con 4 GB di RAM. Successivamente altre aziende hanno raggiunto il modello top di gamma.

L’obiettivo di Asus era infastidire i terminali top di gamma offrendo un prodotto dalla buone prestazioni ma ad un prezzo contenuto. Sebbene lo Zenfone 2 non fosse esente da difetti, le vendite hanno dato ragione all’azienda Taiwanese, con volumi di vendita pari a circa 20 milioni di unità nel 2015.

Al computex 2016 è stato presentata la nuova linea di smartphone, che segna un deciso passo avanti dell’azienda nel campo degli smartphone. Infatti, con la gamma Zenfone 3, l’azienda passa ad usare solamente SoC Qualcomm, interrompendo la partnership con Intel; allo stesso tempo la parte posteriore passa dalla plastica al vetro, migliorando notevolmente il design.

Zenfone 3 ZE552KL

Overview

Lo smartphone in oggetto ha un design elegante, con gli angoli ricurvi ed i bordi smussati in metallo, mentre sia per la parte anteriore che posteriore è stato usato vetro Gorilla Glass 3 2.5D. Sul lato destro del dispositivo troviamo il tasto di accensione ed i tasti per il volume, il carrellino per la scheda SIM si trova invece sul lato sinistro. In basso è presente un solo altoparlante, il microfono e la porta USB Type-C. In alto è presente l’ingresso per jack da 3,5 mm. Sul retro è presente il sensore della fotocamera, leggermente sporgente rispetto alla superficie dello smartphone, un flash di tipo dual LED, un sensore laser ed il sensore per le impronte digitali. Sul frontale ritroviamo infine, un LED di notifica RGB, sensore di prossimità e sensore di luce, lo speaker ed i tasti di tipo capacitivo.

Caratteristiche tecniche

Passando alle caratteristiche tecniche, il modello ZE552KL è perfettamente uguale al modello ZE520KL, eccezion fatta per la batteria (3000 mAh per il primo e 2650 mAh per il secondo) e per le dimensioni del display, che corrispono a 5.5” per il primo e 5.2” per il secondo.

Lo smartphone è equipaggiato con un SoC Qualcomm Snapdragon 625 costituito da 8 core Cortex A-53 a 2 GHz, una GPU Adreno 506, 4 GB di RAM e 64 GB di spazio di archiviazione di cui circa 11 già occupati.
Il display ha una risoluzione FullHD ed è di tipo SuperIPS+ con una luminosità massima dichiarata pari a 600 nits.
La fotocamera posteriore è basata su un sensore Sony IMX 298 da 16 Megapixel con un apertura pari f2.0.

Bundle

In bundle con lo Zenfone 3 vengono forniti un caricatore DC 5V 2 A, un cavo USB Type C, un paio di auricolari in-ear con gommini di ricambio ed ovviamente i manuali.

Interfaccia

A bordo del ZE552KL troviamo la ZenUI 3.0, una versione pesantemente modificata di Android ma al contempo gradevole da utilizzare che aveva già fatto la sua comparsa sui modelli precedenti della gamma Zenfone. Sono presenti di default delle applicazioni non proprietarie Asus: Puffin, alcuni social, TripAdvisor, SimCity e NFS No Limits tutte disinstallabili senza difficoltà. A queste si aggiungono le applicazioni Asus come ad esempio ZenCircle, una sorta di social network dove postare foto scattate con un qualsiasi dispositivo Zenfone, Asus webstorage per l’archiviazione dei dati in cloud (5 GB gratuiti) e splendid per regolare la temperatura colore del proprio schermo. Peculiarità dei dispositivi Asus è la presenza del filtro luce blu, che riduce l’emissione di luce blu da parte del display per consentire un minore affaticamento della vista in ambienti poco luminosi.

 

 

 

 

Indice

Pagina 1 – Introduzione
Pagina 2 – Fotogallery
Pagina 3 – Benchmark sintetici
Pagina 4 – Impressioni d’uso
Pagina 5 – Conclusioni

 

Z170 Pro Gaming Aura, gaming e overclock a portata di mano

ASUSTeK Computer Inc. è un’azienda con sede a Taipei, Taiwan che produce schede madri, schede video, lettori ottici, palmari, portatili, telefonini, smartphone, computer, accessori per il networking come modem/router e accessori per computer. Nella recensione odierna andremo ad occuparci della scheda madre Asus Z170 Pro Gaming Aura.

 Asus Z170 Pro Gaming Aura

La serie Aura

Con il marchio Aura, Asus è passata a denominare tutti quei prodotti per il gaming dotati di LED RGB. La serie non si limita solamente a schede madri e schede video, bensì include anche mouse, tastiere, notebook e dekstop proprietari. Nel caso si abbiano più dispositivi della serie AURA, sarà possibile sincronizzare gli effetti cromatici.

Overview Z170 Pro Gaming Aura

La Asus Z170 Pro Gaming Aura si propone come scheda madre di fascia media per il chipset Z170, senza voler puntare a  performance sensazionali in overclock ma strizzando l’occhio ai vari appassionati di gaming e modding. A supporto di tale tesi vi sono infatti diverse caratteristiche che più si avvicinano al mondo del gaming, quali i già citati LED RGB della serie Aura, la tecnologia RAMCache e MediaStreamer. Inoltre è presente una scheda audio integrata SupremeFX ad 8 canali ed un chip LAN Intel I219V con supporto alla tecnologia GAMEFIRST IV.

Caratteristiche tecniche

Passando alle caratteristiche tecniche la scheda è compatibile con tutte le CPU Kabylake e Skylake in commercio, offre supporto fino a 64 GB di RAM con una frequenza massima certificata di 3466 MHz. Presente il supporto alle configurazioni multi GPU Quad-SLI, 2-Way SLI, Quad CrossFireX e 3-Way CrossFireX. Per fare ciò sono presenti due slot PCIe 3.0 x16, uno slot PCIe 2.0 x16 e 3 slot PCIe x1.
Passando all’archiviazione è disponibile uno slot M.2 con supporto sia ad SSD 2242 che 2280, e 6 porte SATA 6 GB/s con supporto a Raid 0, 1, 5 e 10.
Completano il PCB 3 connettori per porte USB 2.0, un connettore per porte USB 3.0, una porta COM, 3 connettori per ventole , il jumper per l’overvolt della CPU, il connettore per il pannello audio frontale, il ROG extension e l’Extension fan.
Sul retro sono presenti una porta PS/2 combo, 4 porte USB 3.0, 2 porte USB 2.0 (tutte gestite dal chipset Z170), due porte USB 3.1 (una Type-C ed una Type-A gestite dal controller ASMedia), i 5 jack audio, una porta LAN, ed infine una porta DVI, una porta D-Sub, una porta DisplayPort ed una HDMI.

 

 

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Pagina 3: Test e impressioni d’uso
Pagina 4: Conclusioni