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[GUIDA] Alla scelta dell'alimentatore

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  • [GUIDA] Alla scelta dell'alimentatore

    Linee guida per la scelta dell'alimentatore

    Introduzione:


    Quando si parla di aggiornamento o scelta dei componenti per un nuovo computer, si pensa generalmente alla scheda madre, processore o scheda video. Poca cura è rivolta invece alla scelta dell’alimentatore, componente invece fondamentale per la stabilità e durata del sistema. Nulla di più sbagliato è non prenderlo in considerazione.
    Quando si parla di aggiornamento o scelta dei componenti per un nuovo computer, si pensa generalmente alla scheda madre, processore o scheda video. Poca cura è rivolta invece alla scelta dell’alimentatore, componente invece fondamentale per la stabilità e durata del sistema. Nulla di più sbagliato è non prenderlo in considerazione.


    Cominciamo con il vedere, seppur a grandi linee, cos’è un alimentatore per pc.Cominciamo con il vedere, seppur a grandi linee, cos’è un alimentatore per pc.
    L’alimentatore è composto da un circuito in corrente alternata che riceve l’alimentazione direttamente dalla rete elettrica, e da una parte in corrente continua che trasforma e rende disponibile la corrente ai vari device del pc. La corrente in uscita è stabilizzata nelle tensioni +12V, + 5V e +3.3V. Vi sono poi una serie di filtri ed il circuito PFC (attivo o passivo), che vedremo più avanti.
    L’alimentatore è composto da un circuito in corrente alternata che riceve l’alimentazione direttamente dalla rete elettrica, e da una parte in corrente continua che trasforma e rende disponibile la corrente ai vari device del pc. La corrente in uscita è stabilizzata nelle tensioni +12V, + 5V e +3.3V. Vi sono poi una serie di filtri ed il circuito PFC (attivo o passivo), che vedremo più avanti.
    Cominciamo con il vedere, seppur a grandi linee, cos’è un alimentatore per pc.
    L’alimentatore è composto da un circuito in corrente alternata che riceve l’alimentazione direttamente dalla rete elettrica, e da una parte in corrente continua che trasforma e rende disponibile la corrente ai vari device del pc. La corrente in uscita è stabilizzata nelle tensioni +12V, + 5V e +3.3V. Vi sono poi una serie di filtri ed il circuito PFC (attivo o passivo), che vedremo più avanti.

    Oem o di marca?

    Che differenze ci sono tra due alimentatori di pari potenza, uno di marca nota ed uno di marca sconosciuta o, peggio, senza alcun riferimento del costruttore? Perché tra i due modelli, apparentemente simili, vi sono anche 80-100 € di differenza a parità di potenza?
    La qualità costruttiva, dei componenti utilizzati e la presenza di alcune finezze tecniche, rappresentano una garanzia di affidabilità nel tempo, ma soprattutto, assicurano che i dati riportati sull’etichetta siano rispettati, e questo è estremamente importante nel determinare la scelta di un modello piuttosto ad uno di potenza superiore.
    Spesso è possibile trovare sul mercato cabinet già comprensivi di alimentatore, generalmente di buona potenza (450-500W) per meno di 50 €, cosi come è possibile reperire alimentatori di pari potenza per meno di 30 €, pur disponendo di tutte le certificazioni previste dalla legge, come ad esempio il marchio CE. Se è possibile, consiglio di investire sempre qualche euro in più in un prodotto di marca nota, per i motivi espressi poco sopra. Non è raro trovare alimentatori OEM che, dopo qualche mese di utilizzo, comincino ad emettere sibili e rumori di fondo, sia dalla ventola che dai condensatori, sino ad arrivare a rendere instabile il sistema.
    Un alimentatore di scarsa qualità rischia, con il passare del tempo, di perdere efficienza ma, cosa ancora più grave, di danneggiare altri componenti del PC, soprattutto se le tensioni erogate scendono sotto la soglia minima prevista dallo standard ATX 2.2-2.3.
    A titolo di esempio, vi riporto le immagini dell’interno di due alimentatori di buona qualità:



    Ecco invece l'immagine dell’interno di un alimentatoreeconomico:



    Come si può facilmente evincere dalle immagini, è la componentistica che fa la differenza, si possono osservare induttanze e condensatori correttamente dimensionati, ed è proprio su questo che spesso si attuano i maggiori risparmi in quanto gli alimentatori economici non utilizzano molti componenti al loro interno. Per fornire maggiori funzionalità, come per esempio una gamma di protezioni più ampia, spesso gli alimentatori di buona qualità hanno una complessità circuitale elevata che si riflette anche nel numero di componenti utilizzati.
    Gli alimentatori infatti hanno linee con diverse tensioni, e non è detto che tutte siano in grado di soddisfare le esigenze del proprio PC, pur avendo l'alimentatore complessivamente la potenza idonea. Per i dati, non è che i produttori dichiarino il falso, ma talvolta occorre interpretare correttamente le informazioni riportate. Ovviamente non sperate che le cose siano così semplici, visto che alcune informazioni occorre andarsele a cercare con molta meticolosità e magari sono descritte soltanto in un bel grafico di difficile interpretazione. In generale, vale la pena comunque di privilegiare in fase di scelta i produttori che forniscono una documentazione molto completa e precisa nei dati.

    Le unità di misura

    Ampere (A) Unità di misura dell'intensità della Corrente elettrica. Paragonabile alla quantità di acqua che passa in un tubo in un determinato periodo di tempo (es. l/h)


    Decibel (Db) Unità di misura della Pressione Sonora. Definito anche SPL (Sound Pressure Level)
    1. Watt (W) Unità di misura della Potenza da non confondere con il Wh (Watt ora) che e' l'unita' di misura del consumo. Pensate che un CV (Cavallo Vapore) corrisponde a 735W; in breve un Ciao (piaggio) ha circa la stessa potenza di un alimentatore da 1100watt
    2. Volt (V) Unità di misura della Tensione Elettrica.

    Volt DC: Misurazioni in corrente Continua quella comunemente utilizzata da tutti i piccoli prodotti elettronici i nostri alimentatori erogano +12volt DC +5volt DC +3,3volt DC

    Volt AC: Misurazioni in corrente Alternata la rete elettrica italiana eroga corrente a 230 Volt AC 50Hz

    Le caratteristiche

    Spesso le indicazioni fornite dai produttori sono molto utili per districarsi nella scelta di un alimentatore, ma occorre conoscere il significato delle indicazioni riportate. Gli alimentatori hanno una etichetta che riporta con precisione i principali dati tecnici.




    La targhetta è in grado di fornire molte informazioni sulle effettive capacità dell'alimentatore.
    Queste indicazioni sono essenziali per rendersi conto delle potenzialità reali dell'alimentatore. Oltre a questi dati ci sono quelli molto più dettagliati riportati nella documentazione a corredo.


    La potenza:


    Gli alimentatori hanno un potenza massima, espressa in Watt, che sono in grado di erogare e spesso sono classificati sotto questo aspetto. Per poter fare confronti diretti, occorre però fare attenzione ai valori. Per esempio, le potenze indicate, come per altri componenti, possono essere quelle per il funzionamento continuo, oppure quelle di picco. In questo secondo caso, la potenza indicata è sostenibile solamente per poco tempo (in genere alcuni secondi). Il valore che interessa maggiormente è la potenza continua, normalmente più bassa di quella di picco. Facendo delle scelte, quindi, occorre confrontare lo stesso tipo di valori. Se non ci sono indicazioni precise, è meglio considerare il caso peggiore, e quindi che la potenza indicata sia quella di picco, e calcolare per quella effettiva come un 10-15% in meno per stare tranquilli.
    Per il dimensionamento dell'alimentatore dal punto di vista della potenza, ci sono ampie possibilità di scelta. Di fatto ci sono però anche moltissime variabili dal punto di vista della potenza richiesta dai vari componenti. La soluzione più corretta è quella di armarsi di un po' di pazienza e consultare la documentazione tecnica dei vari componenti per avere un'idea più precisa possibile dell'effettiva potenza richiesta, visto che le differenze fra un modello e l'altro possono essere enormi. Per esempio alcune schede grafiche consumano meno di 60 W e altre oltre 150 W, analogamente per i processori i valori possono essere molto variabili a seconda che dispongano di uno, due oppure quattro core.
    Per la potenza, occorre considerare prima della scelta anche quale margine avere per successivi upgrade del PC. Se per esempio, sappiamo di dover aggiungere in futuro due o più hard disk oppure una scheda grafica più potente o anche una seconda scheda, bisogna calcolare un certo margine per la maggiore potenza richiesta, almeno un 10% in più. Molti produttori di processori o di componenti che consumano molta energia, come per esempio alcune schede grafiche, pubblicano online delle liste di alimentatori certificati per il funzionamento dei loro prodotti. Queste indicazioni sono spesso preziose per individuare il tipo di alimentatore migliore alle specifiche esigenze.
    I formati
    Esistono diversi formati standard per gli alimentatori, e questo permette di inserirli senza problemi nei cabinet. La versione attualmente più diffusa è quella ATX 12v, a cui seguono quelle definite come small form factor. Per le workstation e server c'è anche lo standard ATX EPS 12v. Il formato BTX non sembra essere stato molto apprezzato, per ora, dagli integratori e anche la disponibilità di alimentatori per questo formato è piuttosto limitata. Ci sono dettagli molto completi sulle specifiche nel sito


    http://www.formfactors.org




    Il formato ATX definisce con molta precisione dimensioni e dislocazione dei componenti all'interno del PC.
    I cavi
    Uno degli aspetti da valutare è la disponibilità dei connettori di uscita, sia dal punto di vista del formato che da quello del numero. I connettori, per evitare problemi di errata inserzione, sono diversi fra loro e si possono inserire in un solo senso. Il cavo di dimensioni maggiori è solitamente quello di alimentazione della scheda madre.



    Il connettore principale è quello che va alla scheda madre.
    Le specifiche 2.2 dello standard ATX prevedono l'impiego di un connettore Molex a 24 pin, estensione di quelli precedente a 20 pin. Di fatto in alcuni casi si trovano un connettore a 20 pin e uno aggiuntivo a 4 pin. Entrambe le soluzioni sono utilizzabili per le recenti schede madri. Qualora abbiate un vecchio alimentatore con un cavo a 20 pin e la scheda madre invece richiede quello da 24 pin esiste in commercio un adattatore.

    Questi sono invece i connettori di alimentazione per i drive.
    Sono quelli standard per gli hard disk e masterizzatori CD/DVD con interfaccia IDE. Hanno 4 pin e il loro numero è abbastanza importante per poter connettere più unità. In realtà esistono dei cavetti sdoppiatori per aggiungere qualche presa in più , ma la cosa più importante è che ormai stanno diventando obsoleti con l'arrivo delle unità con standard Serial ATA.




    Anche i drive Serial ATA hanno gli appositi connettori di alimentazione.
    I connettori di alimentazione per gli hard disk Serial ATA sono infatti diversi, ma la presenza di quelli standard è importante anche perché diverse schede grafiche utilizzano questo tipo di connettori per l'alimentazione supplementare. Ci sono comunque altri cavi dedicati a linee di alimentazione aggiuntive. Alcuni componenti, come per esempio le schede grafiche che consumano più dei 75 W permessi dalle linee di alimentazione del bus, hanno spesso bisogno di un connettore aggiuntivo. Questo connettore può essere a 6 pin o nelle versioni più recenti a 8 pin.





    Le protezioni:

    Molto importanti per un alimentatore sono i sistemi di protezione, visto che le linee elettriche non sono certo costanti e gli effetti sui componenti del PC potrebbero essere deleteri. Di fatto le design guide per gli alimentatori ATX prescrivono una serie di sistemi di protezione, per esempio contro i cortocircuiti quando il carico scende sotto il valore di 0,1 Ohm, oppure in ingresso contro le sottotensioni e le sovracorrenti. Nel caso dei cortocircuiti si parla di sistema SCP (Short Circuit Protection). Tra le più diffuse protezioni c'è anche quella contro le sovratensioni, chiamata anche Over Voltage Protection o OVP. In questo caso l'alimentatore blocca i valori di tensione in uscita superino determinate soglie, in modo da prevenire danni ai dispositivi collegati come per esempio la scheda madre o i drive. Una seconda protezione è quella contro le sovracorrenti, nota anche come Over Current Protection o OCP e blocca l'alimentatore quando c'è un assorbimento di corrente eccessivo rispetto ai valori per cui è stato progettato e tarato.
    Le fluttuazioni
    Le specifiche ATX richiedono che gli alimentatori possano funzionare per un brevissimo lasso di tempo anche in assenza di corrente nella rete elettrica. Il tempo minimo è di 16 ms, il parametro è chiamato hold up time. Ovviamente questo intervallo permette di evitare spegnimenti in caso di microinterruzioni nella linea di rete e in assenza di gruppi di continuità.
    La modularità
    Molti alimentatori offrono la possibilità di avere collegamenti modulari, ovvero di collegare solo i cavi che servono effettivamente. In questo tipo di alimentatori sono forniti tutti i cavi per le varie linee di tensione, ma l'utente può decidere di non collegare quelle che non servono effettivamente al PC.



    Alcuni alimentatori offrono una struttura modulare con dei connettori per poter utilizzare solo i cavi che servono effettivamente.
    Il vantaggio maggiore consiste nel disporre di più spazio libero all'interno del cabinet, migliorando il flusso d'aria per il raffreddamento. Come conseguenza indiretta si ha anche una maggiore silenziosità visto che, teoricamente, si creano minori turbolenze ai flussi di aria all'interno del cabinet. La presenza dei connettori fa di solito leggermente incrementare il prezzo del dispositivo.


    Raffreddamento:


    Tutti gli alimentatori, fatta eccezione per rarissimi casi fanless (sprovvisti di ventole), sono dotati di una o più ventole, di varie dimensioni, che assolvono il compito di estrarre l’aria calda dall’interno del pc, convogliarla sui loro componenti interni ed espellerla all’esterno. Si assolve cosi il duplice compito, peraltro previsto dallo standard ATX, di migliorare il ricircolo d’aria all’interno del case e di raffreddare i componenti interni dell’alimentatore.
    In linea di massima, è utile sapere che a ventola di maggiori dimensioni corrisponde una migliore efficienza di raffreddamento ma soprattutto è inferiore l’impatto acustico. Pochi decibel di rumore in meno possono fare la differenza tra un buon alimentatore ed un ottimo alimentatore. La quasi totalità delle ventole poi sono termocontrollate, vi è un circuito elettronico di controllo che regola il numero di giri a seconda della temperatura interna dell’unità.
    Scegliete quindi una unità con ventole di generose dimensioni, a tutto vantaggio della silenziosità di funzionamento, non c’è niente di più fastidioso del sibilo continuo di una ventola.
    La rotazione infine, se si collega sulla scheda madre l’apposito connettore, può essere rilevata da alcuni programmi di diagnosi e controllo (es. speedfan, Hw Monitor ecc).
    Nelle specifiche dichiarate dal produttore in merito ad ogni alimentatore viene dichiarata una determinata potenza ad una certa temperatura, in alcuni casi (soprattutto negli alimentatori fanless) viene dichiarata la potenza sia a temperatura ambiente che a 45°/50°.
    Come potete immaginare i componenti presenti all'interno delle macchine in oggetto risentono dell'aumento di temperatura con conseguenze sia sull'efficienza che sulla massima potenza erogabile.
    L'efficienza determina quanta energia consumata nella trasformazione da AC a DC diventa calore, questo significa che un alimentatore con una bassa efficienza produrrà molto calore anche se complessivamente la potenza massima erogabile è contenuta.
    Consideriamo ora tre ipotetiche situazioni portate al massimo della potenza erogabile:




    Come potete vedere nella tabella l'alimentatore che produce meno calore è la soluzione da 600W, questo significa che per mantenere la temperatura di esercizio nei limiti di funzionamento la soluzione intermedia necessiterà di un sistema di raffreddamento meno invasivo/rumoroso.

    Il Power Factor Correction o PFC:

    Per introdurre il discorso sul PFC, dobbiamo sapere che in un alimentatore ci sono componenti che non si limitano a dissipare o trasformare la potenza assorbita, ma induttanze e condensatori funzionano anche da accumulatori di energia.
    La rete elettrica quindi deve fornire questa energia che però viene restituita in un momento successivo. Questo fa sì che il bilancio totale di questa energia che viene accumulata e ceduta sia nullo per l’utilizzatore dell’alimentatore, ma non è nullo per l’ente erogatore in quanto la corrente passando comunque sulla linea elettrica viene dissipata. E’ necessario quindi che questa energia venga bilanciata all’interno dell’alimentatore con un opportuno circuito, il PFC appunto. Di circuiti PFC ne esistono di due tipi, passivi ed attivi, questi ultimi hanno una efficienza ed un costo maggiore dei primi.


    Efficienza:


    L'Efficienza è il rapporto tra la quantità di Watt in ingresso AC e quelli in uscita DC, quindi la perdita di potenza dovuta alla trasformazione della corrente da alternata a continua.
    Questo fattore non è direttamente collegato alla qualità ma piuttosto al consumo, in realtà però un alimentatore con una buona efficienza è sinonimo di alta qualità dei componenti utilizzati e di un buon lavoro in fase di progettazione. Se il rapporto fosse del 100%, valore irraggiungibile, non ci sarebbe dissipazione di calore perché tutta l'energia sarebbe convertita. In pratica, siamo passati dall’80% degli ultimi due anni a circa l’82-88% delle ultime unità aderenti alle specifiche 80Plus e ATX 2.3. Con un'efficienza dell'80% (è già un valore ottimo visto che le specifiche ATX prevedono una minimo del 65% per carichi ridotti), significa che un alimentatore da 600 W dissipa in calore 120 W. Questo condiziona aspetti collaterali come la presenza di un sistema di raffreddamento adeguato (ventola e alette).
    Un esempio: un alimentatore da 525W che assorbe dalla rete 558W con CPU e GPU sotto carico (rilevati con tester specifico), stimando un’efficienza interna dell’85%, avrà una potenza in uscita pari a 558*0,85, quindi 475W, ossia circa il 90% delle capacità dell’alimentatore.


    Le specifiche:

    Dal punto di vista dell
    o standard, attualmente la versione più recente è quella che risponde alle specifiche ATX 2.3, ma la maggior parte degli alimentatori che trovate sono rispondenti alle specifiche 2.2.
    Le specifiche ATX prevedono diversi tipi di connettori.





    Le linee di alimentazione sono divise in base alle tensioni: +3.3V, +5V, +12V, -5V e -12V. Per gli attuali PC le linee più importanti sono i rami positivi e quella a +12 V. Le specifiche ATX prevedono al massimo una tolleranza del 5%, in più o in meno rispetto al valore nominale, per le tensioni. Molti alimentatori per fornire potenze elevate, ma senza troppe complicazioni, dispongono di più rami a +12V, più facili da realizzare. Potendo scegliere fra due alimentatori, a parità di potenza erogata, sarebbe preferibile scegliere unità con linee singole, ma sono abbastanza rari.


    Specifiche ATX 2.2 e 2.3, ed 80plus:


    Esistono molteplici specifiche tecniche a cui i produttori di apparecchiature elettroniche ed, in questo caso, di alimentatori, si attengono. Queste vengono costantemente aggiornate al fine di offrire sempre prestazioni e consumi migliori, eccone alcune:
    ATX 2.2: acronimo di Advanced Technology Extended, nato nel 1995, aggiornato nel 1997 (ATX 2.01), nel 2003 con la versione 2.1 e nel 2007, con la release 2.2.
    Ecco alcune specifiche definite dallo standard ATX 2.2
    · DC Output Regulation: questa funzione fondamentale regola secondo parametri piuttosto precisi la tensione in uscita per ogni linea. I valori di seguito riportati dovrebbero essere rispettati in tutte le condizioni di utilizzo.




    Efficiency:

    le specifiche per questo parametro determinano l'efficienza richiesta in diverse condizioni di utilizzo.





    DC Output Ripple/Noise:


    altro valore interessante che dimostra in modo inequivocabile la qualita' del prodotto.






    ATX 2.3: aggiornamento della precedente versione 2.2, migliora l’efficienza delle unità.
    Di seguito, si riportano alcune tabelle di comparazione tra questi standard.





    80 plus:il programma 80 plus e' nato recentemente, ma già qualche anno fa (2003-2005) alcuni produttori stavano cercando di realizzare uno standard di certificazione che garantisse un alto livello di risparmio energetico.



    A questo indirizzo potete trovare il sito ufficiale del 80Plus: http://www.80plus.org
    Per quanto la salvaguardia del ambiente sia importante, vi domanderete come una certificazione di questo tipo possa determinare la qualità di un alimentatore. La risposta in realtà e' piuttosto semplice.
    Lo standard 80Plus ci garantisce un efficienza di almeno l'80% in ogni condizione di lavoro e una minore produzione di calore. Questo per ridurre il consumo elettrico dei pc e per ridurre anche il consumo in termini di condizionamento.
    Per ottenere questi risultati gli alimentatori certificati 80Plus utilizzano trasformatori di maggiore qualità che hanno un alto fattore di potenza e una bassa distorsione armonica, il tutto si traduce in una migliore qualità della corrente in uscita.

    Stabilità delle tensioni

    Nel corso di questi anni abbiamo potuto constatare l’importanza della stabilità delle tensioni erogate sui tre rami (+3,3V, +5V e +12V). Lo standard ATX 2.2 prevede un range delle tensioni in riferimento alla linea +12V compreso fra +11,40V e +12,60V. Il valore di riferimento (sempre per dette specifiche) è appunto 12V. Effettivamente sono rari i casi di instabilità del sistema dovuti alla tensione, se questa si mantiene all’interno del range di cui sopra. Deleterio invece è il risultato per tensioni inferiori o superiori ai valori previsti, con conseguente danneggiamento di scheda madre, hard disk e schede video.

    Quata potenza serve per il mio sistema?


    Gli alimentatori attualmente in commercio hanno potenze comprese da 450W a 1700W, con prezzi che spaziano dai 60-70 € ad oltre 400 € (alimentatori di marca nota). Per effettuare una scelta ponderata bisogna prendere in considerazione due parametri:
    - configurazione dell’attuale sistema
    - previsione di aggiornamento nel breve e medio termine.

    I computer si dividono generalmente in quattro categorie:

    - So-Ho
    - Mainstream
    - High-end
    - Gaming Workstation o top-class

    So-Ho: sono soluzioni low-end, pensate per gli utilizzi di videoscrittura/navigazione internet/email per quanto concerne l’ufficio e la casa e costituite sempre da motherboard all-integrated e cpu di base. Questo sistema richiede poca potenza, si predilige la silenziosità e l’affidabilità, un alimentatore da 400-500W è più che sufficiente.

    Midrange: è una soluzione media, probabilmente la più diffusa, è possibile eseguire qualunque programma, compresi videogame a risoluzioni medie. Questa configurazione generalmente è soggetta ad aggiornamenti nel medio termine, con un alimentatore da 600-700W non ci dovrebbero essere problemi neanche in seguito ad upgrade del comparto grafico e/o di storage, sempre che si opti per una scheda video.
    High-end: questa configurazione è particolarmente indicata a settori ben definiti, quali videogame, montaggio ed editing video ecc. Pur non montando componenti al top, nell’insieme rappresenta davvero una macchina potentissima ed estremamente longeva. Con una macchina tendenzialmente rivolta al gaming, non si può che consigliare un alimentatore da almeno 800W. Due schede video potenti in configurazione Crossfire o Sli rappresentano infatti un carico impegnativo.
    Gaming Workstation o top-class: il top in ogni comparto. Si tratta di una configurazione adatta ad usi professionali come ad esempio in studi che utilizzano programmi di video editing, cad-cam etc. ma ovviamente adattissimo anche agli hard-core gamer che vogliano sempre il meglio. Escludendo i sistemi con alimentatori ridondanti, l’affidabilità è sicuramente il parametro più richiesto. Il nostro consiglio è di optare per un alimentatore espressamente consigliato per questa categoria di computer, i maggiori produttori hanno infatti a listino alimentatori ottimizzati per le workstation. Come potenza, una buona unità da 1000W potrebbe mettere al riparo da eventuali sorprese.
    Un calcolatore sufficientemente affidabile di watt necessari lo trovate qui: http://web.aanet.com.au/SnooP/psucalc.php





    Le marche più conosciute:
    • Antec
    • Chieftec
    • Cooler master
    • Corsair
    • Enermax
    • Fortron
    • OCZ
    • Pc Power
    • Seasonic
    • Silverstone
    • Tagan
    • Thermaltake
    • Zalman

    Conclusioni
    L'alimentatore è un componente fondamentale per la stabilità del vostro sistema ed è quello che subisce meno gli effetti della continua evoluzione informatica. Pertanto un buon acquisto iniziale, non solo vi garantirà efficienza, risparmio energetico e silenziosità, ma risulterà anche un risparmio se valutato nel lungo periodo. Sostanzialmente, fatta esclusione per il prezzo e lo standard con cui è progettato l'alimentatore (indispensabile per la compatibilità), il principale elemento da considerare è la potenza erogabile, o meglio quella di cui effettivamente si ha bisogno per il proprio PC e la sua efficienza. In pratica comprare un alimentatore sottodimensionato è estremamente pericoloso, ma comprarne uno troppo sovradimensionato è semplicemente uno spreco di soldi, visto che appunto la potenza erogabile è uno degli elementi che condiziona il prezzo. A questo si aggiunge che non sempre l'effettiva potenza è quella dichiarata, o meglio può trovarsi dove effettivamente non serve, cioè su un ramo di alimentazione con tensione diversa.

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